di Marcello Scifoni
Una proposta accolta all’inizio con scetticismo, ma che poi è diventata una battaglia appassionata. La storia della nascita dell’Associazione raccontata dal suo Presidente.
Ci sono momenti nella vita di ciascuno di noi che restano impressi per sempre nella nostra mente senza una logica spiegazione. Uno di questi per me è stata quella sera d’inverno del 2015 quando uscendo dal Circolo Canottieri Aniene ricevetti la telefonata di Enrico Tonali, che mi raccontava del suo desiderio di realizzare a Roma un Museo del Tevere che raccogliesse il patrimonio culturale e sportivo dei Circoli Canottieri storici dall’anno della loro fondazione.
In quel periodo stavo concludendo la mia esperienza di dirigente sportivo della Federazione Italiana Canottaggio. Come presidente regionale del Comitato Lazio agli inizi degli anni 2000 avevo vissuto momenti di grande soddisfazione rilanciando il bacino remore di Sabaudia che versava in uno stato di abbandono e creando un clima di collaborazione tra i Circoli remerei della capitale. Il mio apporto come vice presidente della Federazione invece era stato poco significativo e il sentimento di delusione per non essere riuscito a realizzare proposte innovative per lo sviluppo del canottaggio italiano mi aveva fatto maturare l’idea di non ricandidarmi per il successivo quadriennio.
Enrico, socio del Circolo Canottieri Roma e noto giornalista sportivo del quotidiano Il Tempo, oltre ad averlo conosciuto e frequentato durante la mia presidenza del Comitato Lazio, lo avevo incontrato spesso negli uffici della Federazione dove lui stava facendo un magnifico lavoro di raccolta e catalogazione di tutti i documenti per formare un archivio storico della Federazione; ho appreso poi con grande amarezza che questo lavoro è stato perso quando furono fatti i lavori di ristrutturazione degli uffici federali.
Confesso quindi di aver accolto in quella fredda serata invernale la sua proposta con altrettanta freddezza non trovandomi in uno stato d’animo positivo. Nonostante questo Enrico fu molto convincente proponendomi la presidenza della nascitura Associazione Museo del Tevere che avrebbe visto anche l’apporto autorevole del Prof. Giuseppe (detto Pino) Lattanzi, oggi presidente del Circolo Canottieri Tirrenia Todaro ma con il quale avevo già condiviso l’esperienza degli anni di dirigenza del Comitato Lazio. Come dirgli di no? Feci un timido tentativo rappresentandogli che il mio impegno sarebbe stato limitato in quanto oberato di lavoro ma alla fine, principalmente per il rispetto nei suoi confronti e per il piacere di continuare ad intrattenere rapporti con due persone amiche che stimavo per coerenza e competenza, accettai.
Così ebbe inizio l’avventura del Museo del Tevere con scarsissima fiducia da parte mia di veder realizzata una così difficoltosa e impegnativa iniziativa. Ci trovammo tutti e tre la sera del 17 dicembre 2015 per costituire l’Associazione dal Notaio Luca Amato, anche lui canottiere del Reale Circolo Canottieri Tevere Remo.
Il resto è storia nota con l’ingresso dei cinque Circoli storici come soci del Museo del Tevere e oggi finalmente con una sede che ci è stata assegnata in concessione dal Comune di Roma. Nel frattempo le ambizioni sono cresciute e l’idea iniziale limitata al patrimonio culturale dei Circoli si è trasformata con la volontà di indirizzare la nostra azione ad un ambito di interesse più generale per raccontare il rapporto nel tempo tra il fiume Tevere e la città di Roma.
La strada da percorrere è ancora lunga e c’è ancora tanto lavoro da fare ma il mio iniziale scetticismo è stato sostituito dall’appassionata convinzione che il Museo del Tevere vivrà e rappresenterà una meravigliosa eredità che lasceremo alle generazioni future.
